Scrittura
La scrittura da qualche anno ormai è diventata una grande passione che, grazie all’incontro con i miei maestri Massimo Carlotto e Francesco Abate, si è trasformata in una grande opportunità.
Mi piace l’idea di poter raccontare attraverso un romanzo le modifiche che stanno squarciando la nostra società. Lo abbiamo fatto con “Perdas de Fogu” in cui emerge con crudezza l’incompatibilità del Poligono sperimentale del Salto di Quirra con la NOSTRA terra. Lo faremo dal 24 febbraio con “L’albero dei Microchip” la cui storia è basata su fatti realmente accaduti circa lo smaltimento illegale di apparecchiature elettroniche.
Qualcuno ci dice che siamo dei pessimisti. Chissà forse è solo nudo realismo. L’informazione e il giornalismo di inchiesta non riescono, tranne in pochi illuminati casi, ad occuparsi delle trasformazioni criminali che attraversano la nostra società, in tutti i suoi substrati. Ed allora ecco entrare in gioco il ruolo del Noir Mediterraneo, per scardinare la logica della menzogna e dell’insabbiamento.
Faccio parte del Collettivo dei Mama Sabot fortemente voluto da Massimo Carlotto. Siamo una posse di amici che condividono valori e una visione della vita coerente con i principi della verità.
A tutti loro, Marcella, Andrea, Piergiorgio, Ciro, Alessandro, Vincenzo e Renato va il mio ringraziamento per condividere questa splendida avventura.